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EL COGÔL

Associazione amatori della pesca

QUAL’E’ IL FUTURO DELLA PESCA SPORTIVA

i Pierini  del Cogol

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La società si è posta questo quesito.   

Dopo aver organizzato, per il decennale dalla sua fondazione, una gara regionale per i primi lanci (fino al compimento del 7° anno di età, e

per i pierini (dal 7° al 14° anno di eta’)

Questo per far si’ che persone e ragazzini di diversi territori regionali socializzassero e passassero una giornata di svago e divertimento in assoluta tranquillità,scambiandosi le loro impressioni ed esperienze pescatorie;e magari nascesse qualche gemellaggio fra società come dovrebbe essere naturale.

Sono state contattate le varie federazioni regionali di pesca sportiva, e sono stati consegnati ad esse circa 130 inviti per altrettante società.

Con rammarico, si è constatato,che le adesioni a tutto questo; oltre ai ragazzi appartenenti alla società,è stata di due soli pierini appartenenti ad una società limitrofa,che noi ringraziamo,e che è l’unica che ha risposto al nostro invito.

Purtroppo si è dovuto annullare l’appuntamento,scusandoci con chi aveva aderito.

A parte tutto il lavoro di organizzazione ed il tempo perso dai collaboratori volontari messisi a disposizione per questo evento.

Per la società, questo non è il male maggiore.

Quello che ci preoccupa, è la causa di questa assenza dei futuri pescatori sportivi regionali.

E’ possibile che in regione non ci siano ragazzini appassionati alla pesca?

Le cause sono da ricercare nella scarsa attenzione delle società e delle federazioni verso queste nuove generazioni?

O dalla scarsa voglia di dedicare del tempo da parte dei pescatori adulti

 

ai loro figli, insegnandogli i segreti e le loro esperienze accumulate negli anni.

e facendogli scoprire le bellezze del nostro territorio?

Ricordiamo che anni fa ogni gara di pesca comprendeva un tratto di fiume

riservato esclusivamente ai pierini, e le gare si svolgevano in concomitanza con quelle degli adulti.

Perché ora questo non avviene?

Perché i giovani sono relegati solo nelle vasche di qualche pesca sportiva,

con un’ elevata concentrazione di pesce, che attacca tutto quello che cade in acqua, perché tutti devono per forza fare la quota.

Non sarebbe meglio far capire loro che non sempre si può catturare il massimo

consentito.

Come reagiranno quando, ottenuta la licenza di pesca,si troveranno di fronte

alla dura realtà di affrontare i nostri fiumi con magari cappotti clamorosi?

Si ricorda che la licenza si ottiene in un’ età estremamente delicata e che la loro passione può regredire in pochissimo tempo.

Non trovando risposte a queste domande, ci chiediamo perché al giorno d’oggi (quelle poche società) devono trovarsi  a discutere e a combattere per mantenere un  minimo di ambiente e di qualità delle acque per poter sfogare la loro passione.

Che futuro e che forza autogestionale potrà avere l’ENTE TUTELA PESCA organo unico in ITALIA che solo il Friuli ha, e che cambiamenti avranno il nostro territorio e i nostri fiumi, quando la nostra generazione non riuscirà ad andare più a pescare?

Noi vediamo solo un futuro nero per quei pochi pescatori delle nuove generazioni a cui rimarrà la passione per la pesca.

Con la privatizzazione delle migliori acque regionali, e le semine indiscriminate  di pesce foraggio per accontentare chi potrà permettersi di pagare il permesso.

L’assorbimento dell’ E. T. P. da altri enti regionali (quindi la sua scomparsa, con l’inutilità di portare avanti tutti i progetti che adesso stà facendo).

il resto delle acque sarà lasciato al suo destino, con le conseguenze che tutti noi sappiamo.

Chi volesse dirci le sue impressioni su quello che secondo noi si prospetta per il futuro, il nostro indirizzo e-mail è:

elcogol@libero.it

ringraziando tutti quanti vorranno farlo.

il consiglio della società

 

 

ragazzi in visita al Biotopo

di Flambro

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